BELLO COME LA MATTINA DI NATALE

#MILLEAMORI ep. 04

Autori:
concept e fotografie di Alessandro Baglioni – testi: Vanessa Bellan
 The Bride: Aude  – The Groom: Benoȋt
Ceremony and Reception: L’Andana, Tenuta La Badiola

Amélie stava pensando a quanto avrebbe preferito, la domenica mattina, restarsene a letto invece di dover andare a fare la spesa. Ma tanto i suoi programmi andavano spesso e volentieri in fumo, quasi sempre per causa sua, quindi ormai ci aveva fatto l’abitudine.

Mentre cammina a testa bassa tentando di continuare a dormire e contemporaneamente di dirigersi verso il supermercato senza essere investita, sente un gruppo di persone applaudire. Si guarda intorno ma non vede nessuno, finché non si accorge che il rumore proviene da dietro una siepe altissima.

Come al solito, la curiosità vince su qualsiasi impegno preso in precedenza e orario da rispettare: cerca di farsi spazio tra le foglie, si mette in ginocchio sull’erba e, curiosando tra i rami della siepe, scorge un enorme prato in cui si sta svolgendo un matrimonio.

Sorride. Le sono sempre piaciuti i matrimoni perché tutti vivono ogni momento con la consapevolezza che non ricapiterà mai più. Il matrimonio è il Natale dell’amore. Pensate a come vivremmo il 25 Dicembre se capitasse una volta sola nella vita.

Un bambino in piedi su una sedia, forse l’ ha vista e da lontano le fa una linguaccia.

Poi il rumore dei freni di una bici alle sue spalle le danno la consapevolezza, che qualcuno, oltre a quel bambino, possa averla notata.

“Si è fatta male?”

Amélie resta impietrita, non sa bene se uscire dalla siepe o restare immobile lì e far finta di non aver sentito.

E se fosse un invitato? Impossibile, cosa ci farebbe in bici? Magari è arrivato in ritardo?!?

Nel dubbio, Amélie decide di agire come al suo solito, cioè evitando di scegliere una delle due vie di fuga e scegliendo per una terza opzione.

Così resta immobile dov’è e alzando il tono di voce per farsi sentire dallo sconosciuto risponde:

“No no, grazie. Sto benissimo!”

“…E, mi perdoni, che cosa ci fa dentro una siepe? Insegue forse il Bianconiglio?”

Ad Amélie la battuta fa scappare un sorriso, soprattutto perché indossa un vestito celeste che ricorda molto quello di Alice nel Paese delle Meraviglie.

“In realtà di bianco qui c’è solo il vestito della sposa.”

“Si è imbucata a un matrimonio? O non le hanno indicato bene da che parte doveva entrare?”

“…Mi piacciono i matrimoni.”

“Ah, quindi lei ogni mattina vaga per la città nella speranza di imbattersi in un qualche matrimonio che le ravvivi la giornata.”

“No, ogni tanto mi capita di imbattermi in tipi simpatici come lei e quindi rinuncio ai matrimoni.”

“Beh, allora stamattina è stata fortunata, ha ottenuto entrambe le cose. E mi dica, com’è questo matrimonio?”

“Come il 25 Dicembre”

“Cioè lo sposo è vestito da Babbo Natale?”

“No, voglio dire che è bello come la mattina di Natale, sono tutti sorridenti e felici di stare insieme e i bambini corrono e si agitano come quando vedono l’albero illuminato e le decine di regali da scartare.”

“E qui quali regali da scartare ci sarebbero?”

“I momenti: si scartano le promesse, si scarta il primo ballo, si scarta il taglio della torta.”

“Un Natale in cui nessuno resta deluso.”

“Detta così suona ancora meglio del Natale stesso.”

“Beh, quindi tra cinque giorni è l’inizio dell’anno.”

“Eh sì, e a quanto pare sarà proprio un buon inizio.”

“Chi si sposa lo fa perché duri per sempre, ogni matrimonio è un buon inizio perché non si vuole che ci sia una fine e, come dico sempre io, non conoscere la fine è già un buon inizio.

“Le auguro buona giornata,  Alice.”

Amélie cerca in tutti i modi di uscire il più velocemente possibile da quella siepe, ma senza successo: impiega quasi cinque minuti buoni per trovare il modo di tirare fuori la testa senza graffiarsi e quando può finalmente voltarsi verso la strada quell’uomo non c’è più, ma quella frase: “Non conoscere la fine è già un buon inizio”  sa perfettamente da chi l’ha già sentita.

Caro Ed Paprika, io non mi chiamo Alice ma Amélie, e a questo punto, se fossimo veramente nel Paese delle Meraviglie, tu saresti proprio quel Bianconiglio che non riesco mai a prendere.

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