I LUOGHI GORVERNATI DAL NONSÈNSO

SONO QUELLI DOVE TORNI A VEDERE TUTTO

Photographer: Alessandro Baglioni – Testo: Vanessa Bellan
Fashion editor: Antonio Blanchard – Location: Blanchard Uomo, Grosseto

Camminavo nel bel mezzo di una giornata qualunque quando vidi una freccia rossa, un fiocco blu, un bottone scritto e un mappamondo fermo e presuntuoso che obbligava chiunque volesse passare da un emisfero all’altro a girargli intorno.

I dettagli sono un bel modo di confondere le idee e così mi sono allontanata, ed è stato allora che li ho visti:

cosa ci facevano in una stanza di legno e pietra che ha appese ai suoi muri più giacche che quadri; un Geppetto che ha rubato gli abiti di Mangiafuoco; un Pinocchio che non ha ancora incontrato alcuna fata; un bassotto assonnato e, per finire, un uomo che indica sempre altrove anche se sembra quello il suo posto perfetto?

I luoghi governati dal nonsènso sono i posti in cui torni a vedere tutto. La logica che governa i nostri spazi ci impedisce di vedere le incongruenze che ci circondano. Vediamo la bambina che esce da scuola mentre sta piovendo e la mamma che la copre con l’ombrello ma non ci accorgiamo che è quasi primavera e che una margherita poco più la sta benissimo sotto quel diluvio. La nostra mente non coglie tutto quello che non va d’accordo con il tema che abbiamo scelto per quella scena ma quando metti piede in un posto che non ha capo ne coda magicamente si sveglia ed allora vedi tutto, accetti tutto e torni libero.

Il bello dei luoghi che non pretendono la normalità è che li tutto può essere normale.

Inizi a credere che Pinocchio un giorno abbia visto i miliardi di cerchi concentrici che con il tempo si disegnano nel tronco di un albero e abbia capito che solo uno sciocco crede che un ceppo di legno non abbia un’anima. Crede che ci voglia molto più cuore per accettare ciò che si è, piuttosto che ostinarsi a diventare qualcos’altro. Magari quel bassotto è stato in una vita precedente un gigante che ha toccato tutte le punte delle montagne del mondo e ha compreso che senza “le basi” non puoi capire “le altezze” e così per andare ancora più in alto è dovuto scendere in basso. Forse quell’uomo non fa parte di nessuna fiaba ma ha solo accettato il fatto che, in fondo, siamo tutti un po’ Geppetto e un po’ Mangiafuoco…

…ma è solo quando mi soffermo sul punto indicato nel mappamondo dall’uomo con la giacca a quadri che trovo una foto in tema con il senso e il nonsènso, quella in cui rivedo tutta la gente del mondo costantemente animata dalla voglia di essere altrove ma che, senza accorgersene, conserva il suo “abito” migliore per quando torna a casa.

Grazie ai posti come questo che ci ricordano che tutti, ogni tanto, avremmo bisogno di perderci nel Paese Delle Meraviglie.

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