UNO CHALET DA MILLE E UNA NOTTE

#MILLEAMORI – ep. 05

Autori:
concept e fotografie di Alessandro Baglioni – testo: Vanessa Bellan

Amélie non si capacitava di come fosse finita in quel bosco.

“Dev’essere una specie di sogno…”, si ripeteva fra sé e sé.

Questa magia le era sempre riuscita fin da piccolina: si accorgeva subito se quello che stava vivendo era reale o meno. Se negli incubi questa dote era una buona cosa, nei bei sogni era invece una seccatura: le era sempre scocciato non poterci credere fino in fondo, non lasciarsi andare completamente a quella magia. Tuttavia, stavolta era confusa e non del tutto certa di cosa stesse succedendo.

Si sentiva come una specie di Cappuccetto Rosso del nuovo millennio e questo non la rendeva affatto felice, perché a lei quella bambina non era mai piaciuta.

Si era convinta che Cappuccetto Rosso fosse una bambina arrabbiata con il mondo delle fiabe, che non le aveva concesso né un castello né un principe azzurro, come invece aveva fatto con tutte le altre principesse, e così per dispetto si era messa d’accordo con il lupo, la nonna e un cacciatore del luogo, per mettere in piedi tutta quella pantomima, di uno che mangia per finta l’altro, giusto per creare un po’ di scompiglio e farsi notare.

Ma proprio mentre era impegnata a cercare di capire cosa avrebbe mai potuto dire a un lupo, se per caso se lo fosse trovato davanti, ecco che dal nulla appare una villa.

Una incantevole villa dove un grande cartello riportava la scritta “Le mille e una notte”.

Beh, se fosse stata davvero Cappuccetto Rosso adesso sì che si sarebbe dovuta arrabbiare.

Non solo Jasmine possedeva un castello, ma era addirittura la figlia di un sultano e il suo principe azzurro era uno parecchio avanti (non a caso aveva visto bene di sostituire il cavallo bianco con un tappeto volante, ndA). A lei sì che il mondo delle fiabe le aveva voluto bene.

Con questo pensiero in testa, un pensiero che non poteva fare a meno di farla sorridere, Amélie escogitò il modo di avvicinarsi senza farsi notare a una delle vetrate della casa.

Ed ecco che li vide.

Non sapeva chi fossero, ma se doveva continuare a far volare la sua fantasia, quei quattro erano l’immagine perfetta di quello che c’è dopo il “vissero per sempre felici e contenti”.

Lei aveva i capelli lunghi come quelli di Jasmine e lui lo stesso sorriso di Aladdin.

Amélie si guardò intorno temendo che da un momento all’altro Abu, la scimmietta, potesse vederla e dare l’allarme e Raja, la tigre, potesse aggredirla.

Ma la corsa dei suoi pensieri fu fermata da una bambina appena nata addormentata sotto l’albero di Natale e un bambino di pochi anni più grande seduto a un pianoforte a coda nero: Amélie non poté fare a meno di pensare che una scena così perfetta neppure le fiabe erano riuscite a concepirla.

Era come se quel piccolo uomo cercasse con la sua musica di aprire la strada a quella nuova vita che dormiva serena ai piedi del suo primo Natale.

La vita che imbocca altra vita, ecco cos’erano quel fratello e quella sorella.

Un filo invisibile si slegava dal mignolo di lui al polso di lei e li univa pur mantenendoli divisi, figli di destini indipendenti capaci però di attingere entrambi alla stessa voglia di dipendere l’uno dall’amore dell’altro.

“È una foto perfetta, non trovi?”

Amélie sobbalzò al suono di quella voce, si voltò e lo vide.

“Ed Paprika che ci fai in questo giardino?”

Poi un rumore assordante sbiadì ogni immagine,  Amélie si ritrovò sudata nel suo letto, non fece in tempo a spegnere la sveglia che si alzò di scatto e corse verso il bagno per lavarsi il viso e mentre si guardava allo specchio non poté fare a meno di pensare:

“Non è possibile che Ed Paprika faccia il giardiniere”.

Continua…

Copyright 2016 © Alessandro Baglioni - AB World Studio - Via Aurelia Nord 219, Grosseto - Tel. +39 335 332889 - P.Iva 01062790538