MAMMA, PAPÀ… FATE SILENZIO!!!

PARLA IL DIVANO

Fotografo: Alessandro Baglioni – Testo: Vanessa Bellan
Location: Studio fotografico AB World, Grosseto

Quale adulto crederebbe mai nell’esistenza di un divano parlante?

Sì, lo so, sembra una fiaba… La fiaba del divano che parla solo con chi può prenderlo sul serio.

Gli unici oggetti inanimati che noi grandi crediamo possano parlare, li abbiamo relegati nel cartone “La Bella e la Bestia” o in “Alice in Wonderland” e per quanto ogni tanto il candelabro Lumière in gran segreto continui a farci sorridere e amare Parigi, ad oggi ci resterebbe estremamente scomodo ammettere di aver sentito un divano sussurrarci qualcosa.

Stavolta però, il protagonista assoluto è Brando, un bambino che trascina con sé tutta la famiglia come se fosse in grado di percepire qualcosa che i genitori non possono né vedere né udire. Anche la sua maglietta parla con quella frase sulla bravura della sua mamma Elena…

Il suo giorno da protagonista, quello in cui è venuto nel nostro studio per portarsi a casa una fotografie della sua famiglia, si è trasformato in un favola grazie alla sua immaginazione, facendo svanire tutte le preoccupazione dei genitori sulla sua disponibilità a farsi fotografare, e così, lo ricorderà per sempre guardando quelle fotografie… come un viaggio in una favola.

Lui salta incredulo la prima volta che il divano lo saluta e i genitori invece restano seduti perché non hanno sentito alcun “ciao”.

Il bambino appoggia il viso tra le mani e i gomiti sulle gambe dei genitori con fare annoiato quando il divano offeso smette di parlargli.

Il divano fa una domanda a cui il bambino non sa rispondere… allora spalanca gli occhi e le braccia e Yuri, il papà, da dietro le sue spalle, non capisce cosa stia accadendo.

Mi sono chiesta seriamente, guardando quello che succedeva mentre Alessandro scattava le fotografie, cosa potrebbe mai dire un divano a un bambino e cosa potrebbe rispondere un bambino a un divano. Poi, soffermandomi sulla naturalezza con cui quel bambino sorrideva, giocava, si faceva dare un bacio, insomma sulla spontaneità di ogni suo gesto, mi sono ricordata la grande forza di avere pochi anni.

Da piccoli accettiamo che ogni possibilità sia realmente possibile, abbiamo la convinzione che tutto possa accadere, non esiste ancora il recinto dell’esperienza a imbrigliare la fantasia.

Quindi, probabilmente, all’inizio del servizio fotografico quel divano ha semplicemente chiesto a Brando:

“Giochiamo?”

E Brando ha risposto:

“Si”.

Grazie a Brando che, con il suo modo di fare, è riuscito a farmi andare sul divano della mia sala per vedere se fossi degna anche io di qualche parola.

MOM, DAD… BE QUIET!!!

THE SOFA SPEAKS

Photographer: Alessandro Baglioni – Story teller: Vanessa Bellan
Location: AB World Studio, Grosseto 

What adult would ever believe in a talking sofa?

Yes, I know, it seems like a fable: the fable of the sofa that only speaks to someone, who takes it seriously.

The only inanimate objects that we “big people” believe can talk, may be seen in cartoons like Beauty and the Beast or Alice in Wonderland, and as much as Lumiere, the candelabra secretly makes us smile and fall in love with Paris, nowadays, it is extremely embarrassing to admit to having heard a sofa whisper something in our ears.

Yet, this time, the undeniable protagonist is Brando, a little boy who drags his entire family along with him as if he were able to perceive something that his parents were neither able to see nor hear. Even his t-shirt speaks about how wonderful his Mother Elena is…

His day as a superstar, the day when he came into our studio to take home a photograph of his family, was transformed into a fairytale thanks to his imagination, making all of his parents’ worries disappear about his willingness to cooperate for the photo-shoot. That is how I will always remember him, while looking at those pictures….like a magic carpet ride.

He startles the first moment that the sofa says, “Hi, Brando”. His parents remain seated because they certainly had not heard a sound.

The little boy rests his face between his hands and his elbows on his parents’ legs, annoyed when the insulted sofa stops talking.

The sofa asks a question to which the little boy does not know the answer, so he suddenly moves his arms and his eyes wide open and his father Yuri, from behind his shoulders has no idea what is happening.

I seriously asked myself, watching the scene unfold as Alessandro was taking pictures: what could a sofa possibly say to a child and what could a child possibly respond to a sofa. Then, reflecting on the spontaneous manner in which that child smiled, played, allowed himself to be kissed; the absolute beauty of every single, solitary gesture he made, I remembered the extraordinary power of being a toddler.

As young children, we accept that every possibility is truly possible. We believe that anything can happen; the fence of experience that limits fantasy does not yet exist.

Therefore, probably, at the beginning of the photo-shoot, that sofa simply asked Brando,

“Wanna play?”

And without thinking twice, Brando replied,

“Yes!”

Thank you to Brando, who with his toddler-like ways, was able to make me approach the sofa in my living room to see whether even I was worthy of a few softly spoken words.

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