IL DETTAGLIO CHE SARÀ PER SEMPRE

FOTOGRAFARE UN SUONO SOTTILE

Fotografo: Alessandro Baglioni – aiuto fotografo: Francesca Landi
Cerimonia e ricevimento: Agriturismo il Mandorlo, Cinigiano – Grosseto

La fotografia ti fa sentire il rumore perfetto dei dettagli, come lo sciogliersi impercettibile dello zucchero di una caramella verde che ho fotografato appesa ad un ramo e che sembra voler urlare: “Certi sentimenti sanno rendere commestibili anche le punte degli alberi che nella normalità molti non riescono neppure a toccare”.

Ho sempre creduto che quando qualcosa è davvero bello possiede dei dettagli precisi grazie ai quali ricordi tutto il resto. I dettagli sono come le vie di un paese o, meglio, sono come le anziane signore sedute lungo quelle vie, fuori dal portone di casa loro, sulle sedie di legno impagliate. Grazie a loro puoi risalire alla storia di quel posto, grazie a loro vieni coinvolto da quella storia e arrivi ad amarla inevitabilmente anche tu. Così ho capito che interrogando il cielo avrei descritto quel che c’era ed invece, ascoltando una caramella appesa a un ramo, avrei scoperto chi è la felice vittima di un’assurda dolcezza.

Al matrimonio di Alberto e Francesca ho camminato in una storia in cui alle singole scene è stato tolto l’audio generale ed amplificato al massimo il suono di ogni singolo movimento. Il fruscio di una cintura che scorre tra i passanti, il pianto di chi si veste elegante per la prima volta, il soffio di chi si destreggia con le bolle di sapone, il respiro di una donna con una margherita in mano, le risa di una bambina che gioca. Poi ti allontani e ogni particolarità si allunga senza rompersi per andare a toccarne un’altra e creare un’intonata complessità. Più che mescolarsi sembrano allungarsi per raggiungersi, tendersi la mano, accettando il fatto che un dettaglio può essere più forte di un altro seppur compensandosi a vicenda.

Qualcuno un tempo scrisse: “Il tutto è qualcosa di più della somma delle singole parti”. Forse la fotografia e le grandi storie d’amore, pur non mettendolo nero su bianco, lo hanno avuto chiaro fin da subito e prima di tutti gli altri. Mi piace pensare che un giorno qualunque di molto tempo fa, un fotografo come me abbia immortalato i suoi Alberto e Francesca. Pensare che, semplicemente guardandoli da più punti di vista, sia riuscito a capirli e ad entrare nella loro storia. Che i due sposi a loro volta, guardando quelle fotografie, abbiano avuto più chiaro quanto fossero grandi insieme accorgendosi di dettagli invisibili per chi, quei dettagli, li vive in prima persona, perché è risaputo che il punto più in ombra è sempre quello sotto la lampada.

THE ONE DETAIL THAT MEANS FOREVER

PHOTOGRAPH A SUBTLE SOUND

Wedding Photographer: Alessandro Baglioni – Assistant: Francesca Landi
Ceremony and Reception: Agriturismo Il Mandorlo, Cinigiano – Grosseto

Photography seem to give you the sensation that you can hear the sound of each and every detail, just like the imperceptible melting of a green sweetie that I photographed hanging from a tree branch, that semed to be calling out “some feelings seem edible even the tree tops that are always out of reach”.

I have always believed that just one simple object, that little “something” can leave an everlasting memory of whole event or a whole day. Details like narrow village streets, or better still, those old people sitting in them on their wooden straw chairs (wicker) outside their front doors. We learn so much about the history of these villages from their tales that we become love.

So, by asking the sky, I would describe exactly what I had seen, rather than listen to that sweet hanging from the branch, I would have found out who was the victim of happiness of such an absurd sweetness.

At Alberto’s and Francesca’s wedding I walked through a story where the volume of each scene had been muted and each individual movement had been amplified, with the volume turned up to the maximum. The sound of a belt sliding through the trouser loop, the sound of a crying baby, irritated because he’s being dressed up for the first time, the blowing of soapy bubbles, the breath of a lady holding a daisy and the laughter of a little girl playing. Then you walk away and each particularity stretches without breaking, to go and touch another and create a matching complexity.  Rather than mixing, they seem to stretch out to reach each other, holding out their hands, accepting the fact that one detail could be stronger than the other  although compensating.

Someone once wrote: “The whole is more than the sum of the individual parts”. Maybe photography is the big love story, not even being put in black and white, it’s been clear right from the beginning and long before all the rest.

I would like to think that one day, any day a long time ago, a photographer like me has immortalized his Alberto and Francesca. Just think, by simply looking from different angles it is possible to understand and go into their love story. That the bride and groom, looking at these photos see even more clearly, how great they are together, noticing invisible details for who, those details, personally lived. It is renowned that whatever is in the shadow is always the one under the spotlight.

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